Siamo qui per tornare a parlare delle dinamiche atmosferiche per febbraio, ultimo mese invernale per convenzione meteorologica.

Abbiamo analizzato nei precedenti outlook, l’andamento tropo-stratosferico e teleconnettivo. In questo articolo analizzeremo invece l’evento stratosferico ipotizzato per i primi di gennaio che invece si  manifesterà nei prossimi giorni con un mese o poco più di ritardo rispetto a quanto avevamo esposto in precedenza.

Il Midwinter major stratwarming, è un riscaldamento improvviso di una porzione di atmosfera situata tra i 30 e 50 km di altezza, per l’appunto in stratosfera.

Le caratteristiche principali che distinguono un MMW  da un riscaldamento minore sono:

Delta termico superiore ai 40 °c in una settimana,
Inversione del normale gradiente termico meridionale,
Inversione della zonalità fino al 60 °N.

Ora vi mostriamo quanto previsto nei prossimi giorni alla quota di riferimento di 10 hpa:

Delta termico

Il delta termico supera i 50 gradi in una settimana ma potrebbe anche essere maggiore.

La circolazione stratosferica prospettata dal modello europeo ecmwf:

Major warming con un anticiclone al posto del Vortice polare

Come potete vedere dai valori evidenziati in rosso, avremo sia l’inversione termica che zonale conclamando cosi il MMW.

Questo fenomeno lavorerà su due creste d’onda andando a provocare uno split (scissione) del Vortice polare stratosferico, con la formazione di un imponente anticiclone che trasmetterà il suo moto fino alla troposfera.

Questi fenomeni hanno in genere una risoluzione molto rapida, con possibilità di condizionare il tempo atmosferico per circa 40-60 giorni.

Cosa ci aspettiamo?

Innanzitutto bisogna chiarire che si tratta di un fenomeno assai raro,  soprattutto con split annesso che trova precedenti sovrapponibili, di dinamica e di teleconnessioni solo con il 1985. Tuttavia questo non ci consente di trarre facili conclusioni e bisogna continuare con l’analisi atmosferica.

Passando la palla ai piani più bassi possiamo notare che la comunicazione della colonna d’aria sarà quasi immediata:

 

Come potete vedere dalle cartine inerenti la vorticità potenziale, abbiano una nettissima  separazione dei noccioli, un corridoio di vorticità negative che potrebbero favorire l’instaurarsi di una grande figura anticiclonica di blocco.

Se andiamo ad analizzare la situazione meteorologica troviamo questo:

 

Quello risalta all’occhio del previsore è la presenza di un grande vortice canadese, che nonostante l’incedere della fine della stagione, e un anticiclone sub-polare a frenare la corsa di tale vortice e che  manteniene l’aria fredda sul continente asiatico, risulta essere particolarmente attivo.

Conclusioni:

 

Ci trasciniamo  una situazione troposferica che vede un pattern atmosferico ben consolidato difficile da scardinare. Tuttavia l’imponenza dell’evento stratosferico, nonché la situazione di contorno teleconnettiva favorevole allo svolgersi di tale evento e della sua propagazione, ci fà ritenere opportuno che una dinamica di blocco delle correnti occidentali possa essere ritardata solo di qualche giorno rispetto al’evento in alta stratosfera.

La tendenza del vortice polare, nonostante subirà un deciso arresto alla sua corsa, è quella di spingere la corrente a getto verso il nord europa favorendo la formazione di un anticiclone tra la gran bretagna e la scandinavia. Correnti gelide di estrazione siberiana potrebbero dunque percorrere molti km verso ovest in direzione del  vecchio continente.

Ipotizzare ora, un ondata di freddo e gelo per il mediterraneo a distanza di 10-15 giorni è un azzardo, tuttavia vi proponiamo la circolazione atmosferica probabile.

 

 

Il mese di febbraio dunque potrebbe risultare sotto la media termica per tutto il periodo di osservazione.


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