Si sta realizzando in questi giorni la dinamica che avevamo previsto a novembre nel nostro outlook che potrete rileggere qui (avvenuta con un mese di ritardo rispetto a quanto preventivato) e reanalizzata qui.

Anomalie geopotenziale sulla colonna sopra il circolo polare artico

E ora cosa succede?

La propagazione del fenomeno sarà immediata ed “esplosiva”, gli effetti sulla circolazione atmosferica tangibili e le conseguenze le analizzeremo immediatamente in base alle più attuali proiezioni modellistiche:

 

Carta del modello europeo ECMWF che ci mostra il blocco della circolazione occidentale

 

Il ramo Canadese del vortice polare subirà una frenata importante, in tal modo  l’anticiclone delle Azzorre avrà la possibilità di erigersi  in direzione delle isole  Svalbard, veicolando così  aria fredda in direzione dell’Europa centrale e probabilmente anche del mediterraneo.

Dunque l’inverno invece di giungere al termine ingrana marcia, regalandoci probabilmente la prima vera ondata di freddo e neve proprio sul finire di stagione.

Le sorprese non finiscono qui e infatti In stratosfera, il record che apparteneva al 1987 come velocità zonale negativa,  è stato ampiamente battuto. Riportiamo il bollettino del prestigioso centro meteo-climatico americano NOAA:

The strat. vortex is currently weaker than all other years in the ERA interim record!!! The zonal mean zonal wind at 10 hPa 60N is today (GFS analysis): -15.5 m/s Weakest zonal wind at 10 hPa 60N in ERA interim record for todays date is: -13.0 m/s 1987.

Questo significa che dinamiche simili a quelle previste, le rivedremo anche per gran parte del mese di marzo.

Dinamica prevista dai vari centri di calcolo

Il buon Corrado diceva : non finisce qui!
Oltre a quanto di già insolito sta accadendo ed accadrà, nel finire del mese di Febbraio,  la rotazione sul proprio asse della cellula anticiclonica azzorriana spingerà ulteriormente a ovest la massa di aria fredda in retrogressione, raggiungendo così le circolazioni cicloniche atlantiche rinforzandole e allo stesso tempo dando un nuovo impulso subtropicale al blocco in essere, permettendo un imponente discesa di aria fredda dalle lontane pianure della Sarmazia di avanzare verso ovest.

L’aria fredda che raggiungerebbe l’Europa (e forse chissà anche il mediterraneo) sarebbe continentale polare, “pellicolare” più fredda stabile e densa dell’aria artica, la quale apporterebbe “freddo” di ben altra caratura a quanto visto fin’ora.

Ne riparleremo in un editoriale speciale, nel caso in cui venisse confermata tale tendenza, per il resto sappiamo che in luce delle dinamiche atmosferiche previste, la primavera può attendere.


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