Ne avrete sicuramente lette di tutti i colori. “Inverno finito! primavera anticipata! circolazione primaverile! hp africano!”

Amenità. Non si tratta altro che di esclamazioni infelici, le quali escono dalle bocche dei meteo-appassionati e ahimé talvolta anche da qualche professionista con un pizzico di superficialità. Esclamazioni che sono l’antiscientifico per eccellenza, tanto quanto i proclami di estate finita, pronunziati a metà luglio solo per attirare attenzione e click.
Ebbene signore e signori, lui è sempre lì, vivo e vegeto E’ Mr Inverno! il vortice depressionario che ci accompagna durante il semestre freddo e fintanto avrà tale vigore, la stagione invernale difficilmente lascerà il passo alla incalzante primavera, passaggio che è quasi mai indolore.

Nel cerchio rosso "Mr Inverno", il Vortice polare ancora ai massimi della sua attività
Nel cerchio rosso “Mr Inverno”, il Vortice polare ancora ai massimi della sua attività

Bando alle ciance e ora veniamo al nostro outlook!

Come molti di voi avranno notato il mese è cominciato in maniera molto monotona. Tempo discreto, temperature in media o sopra. Insomma senza grandi scossoni, e questo tipo di circolazione ci accompagnerà tutta la settimana.

Un cambio si profila all’orizzonte:

Era nell’aria, seppur all’inizio i modelli numerici erano in confusione, con uscite deterministiche molto altalenanti, i segnali che invece trapelavano dagli strumenti probabilistici e dagli indici teleconnettivi facevano presagire un cambio di circolazione atmosferica.

La convenzione equatoriale, MJO, che attrevererà le fasi 7/8/1 , è un ottimo predictor di blocco alla circolazione atlantica.

Le fasi della madden julian che suggeriscono un cambio circolatorio

Il modello probabilistico di Gfs, Ensemble, anch’egli mostrava segni chiari di apertura dei vari scenari con un ampio spread, tipico delle condizioni in cui la lettura atmosferica diventa ostica, ad esempio nei casi con antizonalità.

Lo strumento Ensemble, mostrano uno spread di 20 gradi

Tradotto in termini pratici, possiamo osservare come, i principali modelli numerici comincino a mostrare un cedimento del flusso zonale atlantico, con un anticiclone di blocco, nel cui settore orientale comincia a fluire aria fredda di origine artica.

IL NODO CRUCIALE

Il punto critico della situazione risiede proprio qui, a circa 5 giorni di distanza.
Il flusso freddo che si creerà avrà quasi sicuramente una traiettoria molto orientale, lambendo le regioni adriatiche e quelle meridionali. Tuttavia avrà un ruolo fondamentale per l’evoluzione della dinamica.
Maggiore sarà il flusso freddo in discesa, maggiore sarà la contrapposizione offerta da quell’aria che, ha caratteristiche totalmente opposte a quella oceanica.E’ molto secca, fredda e densa, indi più pesante nei confronti di una massa più calda e umida e quindi più leggera che risiede in oceano, veicolata dal ramo canadese del vortice polare.

L’onda atlantica e la possibile contrapposizione fredda

Nel caso in cui, come ipotizziamo, la discesa fredda dovesse mantenere un ampiezza sufficiente alla manovra di blocco, la seconda parte di febbraio sarebbe caratterizzata da un moderato/forte episodio freddo, in barba alle tante fesserie che ogni tanto qualcuno si prende la bega di omaggiarci.


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