Premessa:

Nella prima parte abbiamo descritto l’andamento di dicembre (per chi lo ha perso può rileggerlo qui) che vi mettiamo con un certo grado di soddisfazione.

Potrete notare le anomalie verificate in reanalisi (cromografia) a confronto con quanto era stato previsto (linee colorate disegnate).

Reanalisi prima parte di dicembre

Reanalisi seconda parte di dicembre

Per quanto riguarda l’analisi della stratosfera, dobbiamo sottolineare che le dinamiche non sono andate proprio come previste.

L’eccessiva compressione di massa del Vortice polare stratosferico, ha fatto si che la situazione degenerasse in un evento estremo “cold” con forte approfondimento del VPS.
Non si è verificato nessun MMW ma nemmeno un condizionamento atmosferico deleterio come letteratura vorrebbe. Di fatto se in stratosfera il VP ha respinto senza problemi gli attacchi delle onde anticicloniche, in troposfera lo stesso VP non ha avuto e non avrà vita semplice.

Se da un lato abbiamo avuto un mancato MAJOR WARMING, dall’altro l’attività d’onda non ha dato tregua, segno di una troposfera “indomita”.

Componente verticale zonal wind

Come potete notare dalla cromografia inerente la componente verticale delle velocità zonali, ad un VPS molto forte è corrisposto e corrisponderà un VPT molto debole e dislocato.

 

Analisi:

La situazione teleconnettiva non è cambiata molto. L’attività solare si mantiene al quanto bassa, la QBO ha valori ben negativi a 30 hpa mentre continua a stazionare in territorio appena positivo ai 50 hpa.

Anomalie superficiali oceaniche

Nelle analisi ssta non si trovano grosse mutazioni, eccezion fatta per il comparto atlantico dove si può notare un tripolo favorevole alle fasi di NAO neutre/negative ma favorevole ad un EA- pattern (est atlantico pattern) il quale favorisce la presenza di blocchi alla circolazione zonale tra Gran Bretagna e penisola Scandinava.

L’enso si trova stabilmente in territorio negativo senza eccedere in una “NINA STRONG”.

Madden Julian oscillation

 

Una particolare menzione merita la madden julian, l’oscillazione che misura l’attività convettiva equatoriale. La Mjo nella seconda parte di dicembre ha attraversato la fase 7, con una magnitudo importante. Spesso a distanza di 15-20 giorni si possono notare pattern atmosferici da Scandinavian blocking.

Circolazione atmosferica in caso di blocco scandinavo.

A livello stratosferico come abbiamo accennato ad inizio articolo, abbiamo un VPS molto forte. Tuttavia nei prossimi giorni sarà impegnato a respingere l’attacco delle due wave che lo renderanno fortemente ellittico/bilobato.

VPS ellittico

VPS con principio di bilobazione

Sul piano isoentropico dei 550 k si nota il ritorno di anomalie di EPV negative, sintomo di realizzazione dei processi di feedback  evidenziati nella precedente analisi, concausa tra teleconessioni favorevoli a queste dinamiche e vicende tropo-stratosferiche.

Vorticità potenziale piano isoentropico 550 K

 

In troposfera, nei prossimi giorni avremo una allungamento del VP in direzione del Canada, sotto la spinta dell’anticiclone delle Aleutine con conseguente risposta dell’anticiclone Azzorriano, ed intrusione di aria calda subtropicale a nord dell’Inghilterra.

Molto probabilmente questo darà luogo, ad un intensa contrapposizione anticiclonica dell’attività del lobo Canadese del vortice polare, instaurando così una circolazione tipica da Scandinavian blocking, la quale collimerebbe perfettamente con la situazione teleconnettiva enunciata poc’anzi.

 

Situazione meteorologica fra 5 giorni

La situazione, qual’ora si verificasse, troverebbe un equilibrio difficile da scalfire nell’immediato. Pattern che spesso sfocia in un allargamento verso Nord-Ovest del blocco anticiclonico che avrebbe riflessi in stratosfera con una possibile destrutturazione del VPS.

 

Possibile evoluzione seconda parte di Gennaio

L’aria fredda di origine artica sarebbe costretta prima a scivolare verso sud e poi a retrogredire verso l’europa.

I risvolti potrebbero essere molteplici, ma le chance di avere nevicate  e basse temperature anche in italia aumenterebbero notevolmente.

Data la difficoltà previsionale, concernente la circolazione atmosferica di Febbraio, ci riserviamo la prognosi in una terza parte della nostra proiezione stagionale, in modo da avere sufficienti elementi per elaborare una tendenza.

In conclusione :

Per la seconda parte di gennaio ci aspettiamo dunque, un abbassamento della linea di confluenza tra l’aria oceanica e quella artica retrograda, con spostamento verso ovest del centro di bassa pressione.
Di conseguenza i settori Nord occidentali e  tirrenici, sarebbero quelli  che maggiormente beneficerebbero delle precipitazioni e del calo termico associato, con possibilità di nevicate a quote di bassa collina e localmente in pianura.
Le isole maggiori e il resto del sud italia potrebbero invece un periodo molto mite e sopra media pluviometrico.

Previsione seconda parte di gennaio

 


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