Ben trovati amici di meteo castelli romani, e benvenuti al consueto appuntamento dell’outlook invernale. Fra poco vi illustrerò la tendenza elaborata dal nostro staff tecnico, per i mesi di dicembre gennaio e febbraio.

Prima di iniziare ci tengo a precisare che le tendenze di lungo termine non mirano ad individuare le condizioni meteorologiche di una determinata area, piuttosto cercano di capire la disposizione delle anomalie meteorologiche delle principali figure bariche sulla grande circolazione atmosferica attraverso le teleconnessioni.

Le teleconnessioni rappresentano la branca pioneristica della meteorologia e per teleconnessioni si intendono tutti quei fattori meteoclimatici, in grado di modulare la circolazione atmosferica in altre parti del globo. La teleconnessione primaria che influenza direttamente il nostro inverno è l’AO acronimo che sta per Artic Oscillation. L’AO rappresenta dunque lo stato di salute del vortice polare, ovvero, la depressione semipermanente che regna sulle regioni artiche.
Come avrete ben capito questa figura barica è in grado di veicolare le masse di aria artica a destra e a manca e dispensare crude fasi invernali durante la sua fase negativa, mentre nella sua fase positiva comporta una riduzione degli scambi meridiani. Il suo andamento si può predire, attraverso l’analisi della sua sezione verticale partendo dalla bassa troposfera fino ad arrivare in alta stratosfera durante il periodo autunnale. Analizzando dunque l’andamento della stratosfera Durante il mese di ottobre, possiamo notare che abbiamo avuto un precoce raffredamento di questa struttura che ha portato a un intenso approfondimento del vp stratosferico. I primi giorni di novembre invece lo stesso ha subito un disturbo di tipo minore, al quale successivamente però è seguito un intenso approfondimento.

Confrontando l’andamento delle onde planetarie, osserviamo che la situazione è sovrapponibile, secondo lo studio di Waugh e Polvani, ai casi che hanno visto un vortice polare invernale molto forte. Come potete vedere anche nella successiva immagine, l’attività del VP stessa, rispecchia perfettamente la casistica di superamento in positivo della soglia Nam. North anulare mode, è il significato dell’acronimo Nam, il quale analizza l’andamento del vortice polare non al suolo come l’AO ma sui vari piani atmosferici,  uno sforamento della soglia limite di +1.5 del nam, secondo lo studio poco fa citato, comporterebbe all’incremento dell’intensità del VP e con un valore dell’AO decisamente positivo, con scarse probabilità di avere irruzioni fredde in linea di massima.

Ci sono ulteriori elementi da considerare, per cercare di capire come si comporterà la trottola depressionaria invernale, tra cui la Qbo, la fase Enso, e le ssta. la Qbo è la corrente stratosferica che scorre al livello equatoriale, il suo acronimo significa quasi biennial oscillation in quanto la sua fase durando circa 13 mesi è appunto quasi biennale.
la sua direzione, zonale o antizonale è in grado di modulare l Brodwer e Dobson circulation, ovvero la corrente del ciclo dell’ozono,misurare la quantità di ozono presente in stratosfera può essere utile per predirre l’insorgenza
di fenomeni in grado di destrutturare il VP.

L’analisi della sua fase ci induce a credere che avremo scarse quantità di ozono e potrebbe dunque mancare l’energia necessaria per qualsivoglia disturbo incisivo al VPS, la quale poi associata all’attuale minimo solare, favorisce una certa stabilità del VP. tuttavia per dover di cronaca dobbiamo precisare che il suo passaggio da negativa a positiva non è ancora completo, un limbo che potrebbe creare non poche insidie ai previsori. L’altro elemento chiave è l’enso. Come molti sapranno l’enso è l’indice che misura le acque equatoriali del pacifico. in poche parole riguarda il famoso el nino di cui tutti spesso parlano ed è un fenomeno meteoclimatico che ci accompagnerà quest’inverno. Durante una fase moderata di el nino, l’atmosfera riceve una dose di energia dovuta alla maggior evaporazione in grado di rafforzare il gradiente termico tra i poli e l’equatore, purtroppo notiamo come le estese anomalie calde  dell’oceano pacifico vada ad annullare potenzialmente questo effetto in grado di dare vivacità all’atmosfera.

Tripolo Atlantico

La disposizione del tripolo atlantico rappresenta le anomalie delle acque superficiali dell’oceano nostrum, dividendo lo stesso in tre fasce longitudinali ricaviamo tre diverse bande che ne identifica la fase. E’ sicuramente positiva, la quale vede consolidato un pattern atmosferico da nao positiva. la nao north atlantic oscillation, misura la differena di pressione tra il nord e il centro oceano, il suo segno segue di pari passo quello del tripolo, e la sua fase positiva comporta un vortice canadese molto forte.

L’ultimo fattore da considerare è il Sai index ovvero snow advanced index, il quale misura l’avanzamento della copertura nevosa sulle terre emerse.
Quest’indice è decisamente in crescita, e la copertura nevosa grazie all’effetto albedo è in grado di destabilizzare il vortice polare. bisogna segnalare che ultimamente  c’è stata un anticorrelazione la quale fa di questo indice un elemento incisivo solo in specifiche situazioni.

Conclusioni:

Una stratosfera precocemente decisamente fredda sta condizionando la formazione del vps che potrebbe risultare molto forte nella seconda parte d’inverno. in troposfera invece, una certa inerzia vige e probabilmente,
grazie al temporaneo ma incompleto cambio di segno della qbo, permetterà di dilazionare nel tempo un probabile impulso in arrivo dalla stratosfera. tale condizione fornirebbe inizialmente l’energia necessaria
affinchè si sviluppino intensi blocchi alla circolazione zonale con possibilità di un irruzione fredda continentale intorno alla fine di dicembre.
successivamente la troposfera potrebbe divenire più penetrabile alle azioni del vps con un aumento della zonalità e quindi con prevalenza di clima mite e umido.
dubbi permangono per l’insorgere di intensi disturbi al vps, durante il mese di dicembre, anche in grado di destabilizzare temporaneamente lo stesso. Tuttavia un breakdown anticipato appare molto improbabile. Su questo punto seguiranno aggiornamenti.

Previsioni:

il mese di dicembre potrebbe risultare in media o leggermente sotto, con la possibilità di un intensa fase fredda durante la fase finale. precipitazioni in media o leggermente sotto.

 

La prima parte del mese di gennaio potrebbe risultare invece più mite con prevalenza di venti meridionali e sopramedia pluviometrica.


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